DRAGAGGIO CON
DELOCALIZZAZIONE

Qualora per motivi ambientali o idrodinamici non sia possibile refluire la miscela a valle dello sbarramento, potrebbe essere adottato un sistema di delocalizzazione dei sedimenti

La gestione tramite delocalizzazione consiste nello spostamento dei sedimenti rimossi all’interno dello specchio d’acqua. Tale tipologia si presta per interventi di rimozione ad invaso pieno eseguito sia tramite l’impiego di pompe che tramite mezzi effossori operanti a bordi di pontoni. Risulta particolarmente adatta per la rimozione di quantità limitate di sedimenti (ripristino della funzionalità degli scarichi di fondo) in considerazione della necessità di individuare un’area idonea ad ospitare i sedimenti rimossi con la consapevolezza che tali sedimenti potranno ridistribuirsi all’interno dell’invaso allungando, di fatto, solo la vita utile della diga.

Casi di specie

Diga di Gioveretto

Nell’estate del 2016, sono stati eseguiti i lavori di rimozione dei sedimenti davanti all’imbocco degli scarichi di fondo della diga del Gioveretto gestito dalla società Hydros S.r.l.
Sono stati rimossi complessivamente 8.000 m3 ad una profondità media di 70 m. Il materiale rimosso è stato idro-refluito in un area, all’interno del lago, caratterizzata da una depressione morfologica. La miscela dragata è convogliata tramite tubazione galleggiante in corrispondenza di un secondo pontone dotato di un particolare sistema di refluimento controllato in cui un sistema di panne antitorbidità creano un diaframma per il contenimento perimetrale del materiale refluito.

La comparazione dei rilievi multibeam eseguiti prima e dopo i lavori hanno evidenziato un volume di materiale asportato di circa 8000 m3 rispetto ai 5000 m3 preventivati in fase progettuale con la conseguente completa pulizia degli scarichi di fondo.

Diga di Fontanaluccia

Tra marzo e maggio 2026 sono stati eseguiti i lavori di rimozione di sedimenti davanti lo scarico di fondo della diga di Fontanaluccia gestita da ENEL Green Power S.r.l.
Oltre alla rimozione di trovanti, prevalentemente di natura lagnosa, l’intervento ha riguardato la rimozione di fango che, data la natura grossolana e la presenza di materiale vegetale, è stato eseguito con l’ausilio di una benna a polipo.

Successivamente anche il materiale più grossolano, specie di natura sabbiosa è stato prelevato con benna a polipo e caricato all’interno del cassone.
Per la rimozione del materiale più fine si è optato per una pompa elettrica modello EL1264HC gestita dalla spider crane a bordo del pontone.
Gruppo Thetis
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